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1 MILIONE E 420 MILA EURO PER CICLONARDÒ, LA RETE DELLE PISTE CICLABILI DELLA CITTÀ

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1 milione e 420 mila euro per realizzare CicloNardò, la rete dei percorsi ciclabili della città. Il progetto con cui l’amministrazione comunale ha partecipato all’avviso pubblico regionale per la realizzazione di percorsi ciclabili e/o ciclo pedonali a valere sull’Azione 4.4 del P.O.R. Puglia FESR – FSE 2014/2020, è stato ammesso a finanziamento, risultando il quarto tra gli undici beneficiari in Puglia (insieme a Foggia, San Severo, Torricella, Lecce, Manfredonia, Trinitapoli, Fasano, Monteleone di Puglia, Ugento e Castellaneta).

 

1 milione e 420 mila euro per realizzare CicloNardò, la rete dei percorsi ciclabili della città. Il progetto con cui l’amministrazione comunale ha partecipato all’avviso pubblico regionale per la realizzazione di percorsi ciclabili e/o ciclo pedonali a valere sull’Azione 4.4 del P.O.R. Puglia FESR – FSE 2014/2020, è stato ammesso a finanziamento, risultando il quarto tra gli undici beneficiari in Puglia (insieme a Foggia, San Severo, Torricella, Lecce, Manfredonia, Trinitapoli, Fasano, Monteleone di Puglia, Ugento e Castellaneta).

La città di Nardò, dunque, ha adesso le risorse per realizzare un grande progetto di mobilità che favorirà la transizione verso gli spostamenti in bicicletta o a piedi. L’obiettivo principale, infatti, è quello di creare un primo corridoio ciclabile utile a drenare quote consistenti di traffico motorizzato verso gli spostamenti quotidiani in bicicletta per le motivazioni principali (casa-lavoro o casa-scuola), ma al tempo stesso facendo coincidere l’itinerario con quello ciclabile nazionale/regionale della Ciclovia dei Tre Mari ed incrociando in zona Pagani anche l’itinerario nazionale prioritario della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese in corso di realizzazione. Un intervento dunque fondamentale anche per favorire il cicloturismo in città. Senza dimenticare che il lavoro su questo itinerario, soprattutto nella parte extraurbana, intreccerà quello sulle connessioni di mobilità lenta (a scopo prevalentemente turistico) del progetto Salento Arco Jonico finanziato dal Mibact.

Ciclonardò è stato progettato da Cosimo Pellegrino e Vincenzo De Tuglie con il supporto di Francesca Cofano e Cosimo Chiffi e ha riguardato anche la predisposizione del primo “Schema Generale della Rete Ciclabile del Comune di Nardò” che ha definito sia la maglia urbana che quella extraurbana nella sua interezza. Rispetto a tale rete, però, il Comune di Nardò ha finora in dote solo un primo tratto di pista ciclabile di circa 1 km lungo viale Caduti di Nassirya.

Nello specifico, gli interventi infrastrutturali finanziati interesseranno il territorio di Nardò dal contesto urbano sino al tratto costiero, articolandosi in 5 tratti principali e prevedendo complessivamente una relazione ciclabile continua di 14 km e 400 metri lineari, comprensiva del km già realizzato. Il primo tratto interesserà viale De Gasperi e via XX Settembre connettendo la stazione ferroviaria di Nardò Città e la nuova sede comunale di via Falcone e Borsellino, con l’ingresso al centro storico da Piazza Osanna. Qui il percorso si innesta su un’area a ciclabilità e pedonalità diffusa grazie alla nuova ZTL che verrà presto estesa a tutto il centro antico con attraversamento del cuore cittadino di piazza Salandra. Un terzo tratto ciclabile percorre l’intera lunghezza di via XXV Luglio, dalla rotatoria di piazza Diaz fino all’ex ospedale, per proseguire lungo l’asse commerciale di via Bonfante e le vie Marinai d’Italia e corso Italia per connettersi alla pista ciclabile già esistente di viale Caduti di Nassirya (zona Pagani). Il quarto tratto è rappresentato dalla connessione con la strada litoranea e il parco naturale regionale di Portoselvaggio e Palude del Capitano lungo la viabilità esistente a basso traffico (via Masserei, strada La Riggia e via Croce dell’Alto). Il quinto tratto, infine, incrocia il tratto precedente in località Cenate (via Taverna), procede in direzione nord fino alla Masseria Nucci e prevede il ripristino funzionale a fini cicloescursionistici di un antico tracciato secondario della Via Sallentina.

“Con CicloNardò avviciniamo la nostra città – dice il sindaco Pippi Mellonea una dimensione simile a quella delle città di molti Paesi europei, dove una fetta sempre più larga degli spostamenti quotidiani avviene in bicicletta o a piedi, con un sostanziale contributo al miglioramento della salute delle persone e della qualità dell’aria. La città giustamente può essere contenta di prospettive di cambiamento che sono inedite e della capacità strategica di questa amministrazione che continua a raccogliere risorse preziose da fonti esterne. Su questo avviso siamo rientrati tra gli undici progetti finanziati, il quarto in assoluto in regione e il primo in provincia di Lecce, un’impresa difficilissima, un capolavoro di progettazione di cui ogni neretino può essere orgoglioso”.

“Nasce la rete dei percorsi ciclabili del territorio di Nardò – commenta con soddisfazione il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Oronzo Capoticon la quale, anche grazie al grande lavoro dell’assessorato, offriamo un’alternativa di mobilità ai cittadini (e non solo a loro) che è efficace e sostenibile. Sono risorse preziose per uno step decisivo di riqualificazione del nostro tessuto stradale, perché l’intervento sulle piste ciclabili ci offre la possibilità di apportare miglioramenti molto importanti alla sede stradale e agli arredi urbani, peraltro sulle direttrici più utilizzate della nostra città”.

“Ci siamo portati avanti con il lavoro – spiega l’assessore alla Mobilità Ettore Tollemetovisto che stiamo per completare l’installazione dei varchi e quindi la zona a traffico limitato permanente del centro storico, cioè di fatto il primo tassello di Ciclonardò. Una scelta che conseguentemente si armonizza benissimo con questo finanziamento e con la realizzazione della rete dei percorsi ciclabili. È un intervento che ci obbliga tutti a cambiare le nostre abitudini e a cominciare seriamente a pensare che andare in bicicletta, per quanto possibile, è un vantaggio per tutti”.

 

 

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