Evento eccezionale: Lea Barletti domani a Nardò

Domani alle ore 19.00 presso LaFabbrica8 di Nardò (via Giosuè Carducci, 34), si terrà la presentazione/reading del “Libro dei dispersi e dei ritornati”, di Lea Barletti, che dialogherà con Loredana Giliberto e leggerà alcuni racconti dal suo libro d’esordio. Un incontro e un luogo speciali, per un’autrice che sta ricevendo un ottimo riscontro dalla critica, fin dall’uscita di questa sua prima raccolta di racconti. Ingresso libero.

Gli undici racconti del “Libro dei dispersi e dei ritornati” prendono spunto da alcune fotografie di sconosciuti trovate nel baule di un rigattiere a Berlino, la città nella quale vive l’autrice. “In un pomeriggio invernale di qualche anno fa, bighellonando con un amico in un grande robivecchi pieno di cianfrusaglie di ogni tipo, abbiamo trovato un baule di vecchie fotografie, interi album, singole foto: il mio amico ha dato un’occhiata e poi ha proseguito la visita, io invece mi sono seduta per terra e ho cominciato a guardarle tutte, una per una.”

Scrive Carlo D’Amicis nella postfazione al volume: “Il ‘Libro dei dispersi e dei ritornati’ esplora le possibilità del reale a partire da un’azione, il guardare, che l’uomo ha messo a fondamento di ogni processo di conoscenza. Dalla caverna di Platone a ‘Cecità’ di Saramago, ogni discorso (o narrazione) intorno alla capacità di vedere è sempre stato funzionale al bisogno di sapere. Lea Barletti lo sa bene, e affronta questo viaggio di luce e di tenebra con la consapevolezza che ogni sguardo è debito”.

LaFabbrica8 Nata nei primi del novecento come manifattura dei tabacchi, questa struttura conserva il fascino del passato, di quando centinaia di donne svolgevano un lavoro duro, con uno spirito collaborativo, allegro e responsabile.

Nei primi anni 60 “La Fabbrica”, subi’ le influenze del capitalismo intensivo delle grandi multinazionali, che la portarono alla cessazione definitiva di ogni attivita’.

Negli anni 80 venne ritrovata in totale stato di abbandono, con gli interni devastati da vandali e le pareti imbrattate. Un coraggioso imprenditore locale vide del potenziale, la acquistò per farne un laboratorio tessile, e con molta cura e dedizione, recupero’ gli interni conservando la struttura originaria.

Nel 2010 l’immobile venne lasciato per un’ambiente piu’ grande, pertanto rimase chiuso fino al 2015 quando, un nuovo imprenditore ne rimase affascinato. Costui penso’ bene di ridare vita a quel luogo, reinventando gli spazi, per varie espressioni d’Arte. Un polo attrattivo per i giovani, volto a riempire i vuoti delle serate invernali di paese, e ridare smalto, stimolo e prestigio con una nuova realta’.

Il progetto della “Fabbrica” ruota attorno la concezione filosofica di “Spazio”, luogo di intersezione tra il mondo delle idee e quello degli enti finiti. Ognuno di noi nella propria esistenza ha la possibilita’ di creare i propri spazi, di vivere quelli comuni e di utilizzare quelli che gli altri ci mettono a disposizione. Per Sorokin la concezione di spazio non e’ altro che l’insieme di individui, gruppi e manufatti, ma anche di sistemi di significato che egli individua in 8 punti: linguaggio, scienza, filosofia, religione, arte, etica, diritto e tecnica. L’idea della Fabbrica si basa proprio sull’evidenziare uno spazio sociale per stimolare incontri, scambi culturali, partecipazione e passione per l’arte e per tutto cio’ che aiuta a far crescere una comunita’ intorno ad uno spazio d’elite. Ecco il perche’ “La Fabbrica 8”, il numero che richiama i sistemi di significato e che mette in evidenza gli 8 servizi differenti che la Fabbrica proporra’.

Nella Fabbrica lo spirito metropolitano delle grandi citta’, incontrera’ la cultura delle piu’ radicate tradizioni popolari, per rivivere l’atmosfera dei quartieri piu’ underground.

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