Senza dimenticare che i servizi Internet, nel 2018, sono garantiti quasi soltanto da gestori che utilizzano il satellite e non esiste in quasi tutta l’area la possibilità di collegarsi alla rete fibra via cavo. Mancano le clave e le caverne, insomma. 

“Da troppo tempo le imprese della zona industriale di Nardò e Galatone sono costrette a gestire autonomamente servizi e problematiche senza nessun ausilio da parte delle Amministrazioni Pubbliche. Dimenticata, abbandonata e trascurata sotto ogni aspetto, questa realtà rischia di essere esclusa dal mercato, sminuita e poco conosciuta all’esterno, perdendo così opportunità di crescita importanti”. È quanto denuncia il capogruppo del M5S Cristian Casili, che ha depositato una richiesta di audizione dei rappresentanti delle parti coinvolte in Commissione Attività Produttive.

Diverse le criticità segnalate dagli imprenditori, tra le quali la mancanza di acqua potabile; il manto stradale dissestato e le strade illuminate solo per alcuni tratti; l’assenza di manutenzione e pulizia  delle strade e del verde pubblico; la mancanza di isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti; nessuna segnaletica idonea per indicare gli impianti.

“La mancanza di servizi igienico-sanitari  – dichiara il pentastellato – dovuti alla mancata erogazione di acqua potabile non consente alle aziende di ottemperare agli standard normativi e, cosa ancor più grave, di ottenere ulteriori certificazioni che garantirebbero una maggiore competitività sul mercato. Uno scenario paradossale – continua Casili – se si pensa che nonostante la carenza di infrastrutture di base e servizi urbani di primissima necessità, le aziende versano regolarmente gli oneri di urbanizzazione, tasse e contributi vari, senza averne alcun corrispettivo in termini di servizi offerti. Anzi, il Consorzio Asi di Lecce per qualsiasi azione compiuta dalle imprese pretende un “Contributo di Infrastrutturazione” esorbitante e sproporzionato che, per le piccole medie imprese insediate nel distretto, già vessate da una tassazione eccessiva, appare iniquo. Nel corso dell’audizione – prosegue il consigliere cinquestelle – chiederemo chiarimenti su questo “contributo di infrastrutturazione”, di cui  chiederemo conto circa la congruità rispetto allo stato in cui versa l’intera area. L’agglomerato industriale di Nardò e Galatone va rilanciato e per farlo serve un valido progetto d’intervento da attuare al più presto, magari intercettando anche finanziamenti regionali o europei”.