ll progetto Sfruttazero fa tappa a Unimore. Gli attivisti dell’Associazione Diritti a Sud, che porta avanti in Puglia il progetto contro le mafie e il caporalato in agricoltura, incontra gli studenti del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore lunedì 9 aprile a Reggio Emilia.

Il progetto Sfruttazero, nato dalla collaborazione tra le associazioni Net-Zanet Solidaria e Diritti a Sud per tutelare i diritti delle persone che lavorano nelle campagne e di chi ha problemi di precariato e disoccupazione, fa tappa a Unimore per un incontro con gli studenti del Dipartimento di Comunicazione ed Economia, lunedì 9 aprile, alle ore 14.00, a Palazzo G. Dossetti, viale A. Allegri, 9 (aula D2.4), a Reggio Emilia.

Sono giovani provenienti dalla Puglia, in particolare da Bari e Nardò, italiani e migranti, una piccola realtà alternativa al mercato dello sfruttamento delle persone che lavorano in agricoltura e non solo. Prendono in affitto terreni per la produzione di pomodori che trasformano in salsa SfruttaZero che distribuiscono attraverso gruppi d’acquisto solidali sparsi in tutta Italia e al di fuori dei circuiti della Grande Distribuzione Organizzata. Una testimonianza concreta di contrasto ai fenomeni di sfruttamento del lavoro in agricoltura, che assume spesso le forme del caporalato. Stanno girando l’Italia per raccontare la loro esperienza, hanno incontrato diverse realtà universitarie italiane e ora, a Unimore, conosceranno gli studenti del corso di studi in Sociologia tenuto dal prof. Giancarlo Corsi.

“Ho incontrato alcune settimane fa – dichiara il prof. Riccardo Ferretti, Pro Rettore della sede di Reggio Emilia – il gruppo di giovani del progetto Sfruttazero, un’esperienza che dimostra concretamente come si possano  realizzare produzioni rispettose del lavoro delle persone e dei loro diritti. Abbiamo favorito con piacere l’incontro con gli studenti del Dipartimento di Comunicazione ed Economia perché l’Ateneo è sempre sensibile ad iniziative che diffondono la cultura della legalità tra i giovani”.

L’incontro è organizzato anche grazie alla collaborazione con il Comitato esodati di Reggio Emilia.